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THIS IS THE LIFE, AMY MC DONALD, ASCOLTA & ASCOLTA

Ci avviciniamo sempre di più a quell'angolino freddo freddo e lontano che è Dicembre; il cuore algido dell'anno. Quella piattaforma di legno dispersa nella polvere dove i passi sono inudibili. Quando queste strade di novembre inondate dal mare di nebbia che si diraderà torneranno diversamente austere, il passo silenzioso della neve le imbiancherà come si vuole per una storia fatta e finita, confezionata, quando poi, nel foglio ditero al foglio dietro al folgio, non si sa più davvero come bene, come male, come perché, semplicemente e remotamente non si sa più quanto ci importa e quando non ci importa. Quando della nostra esistenza conveniamo convertire alla felicità che abbiamo tentato, all'infelicità che abbiamo tentato e allora ci accomiatiamo dall'idea che razionalmente sappiamo impossibile secondo la quale tutto è bianco oppure nero e ci rassegnamo con un sorriso amaro ad accettare tutto quello che ci concerne nel bene e nel male, accettando le diversità, le avversità, i miliardi di perché, di se, di ma che si sono inutilmente affollati, facendoci talvolta male, talvolta impazzire. E allora non ci resta che decidere di Dicembre per quel battito tacito e inconsapevole perfino di sé stesso e continuare a gettarsi nella fonte di luce bianca che ci regala, per concedere il pensiero sensibile nel letargo al sonno, per dormire come da svegli, vivere un sogno come da vigili, sentire tutto quello che si sente senza sentirlo come non vorremmo sentirlo ma come avremmo piacere di sentirlo prendere spazio dentro di noi potenziato alla realtà che viviamo. E allora gettiamo le redini nel mare stagno della fine dell'anno. Quando con le lacrime di cenere e d'argento spegnermo la luna e con una scia lucente della sua poesia poggeremo il nostro dito sopra al cuore, saremo pronti a quel cucciolo d'aurora che ancora ci dà fatidio agli occhi addormentati.
BRUCIA, GAIA RIVA, ASCOLTA

Ci sono parametri di giudizio realmente incomprensibili, quando una mente cercherà di capire che cosa è successo, quando cercherà di superare un orrore, quando si capirà che tutte le forze e le energie, in tocco astratto, si perdono nel bruciare del cuore nell'eterno dei tempi, di quello che siamo primordialmente, romanzamente, intraducibilmente, non possiamo raccontarci, perché siamo una fiaba estinta, che tutti e nessuno avrebbero il desiderio di leggere. Il lutto e la forza, la vita severa ed altezzosa, sopra i maceri delle ceneri, sopra gli incendi del dolore, sopra la gioia e la gloria del vissuto, sopra i fiumi visti, sopra i mari cavalcati, dietro le candele che si spengono nell'oscurità, dietro il sibilo latente dei serpenti, dietro il pragmatismo bizzarro e parallelo alla follia della nostra essenza, dietro ad ogni anfratto profondo ed enigmatico, nel labirinto della passione, nel vortice delle emozioni, nello sfondare le parerti innalzate intorno a noi, per superare i limiti ed attestare che ci sono e che una volta superati ci rimembrano che non siamo immortali nella praticità, ma solo nel distillato della nostra anima. Un passo languido nella tempesta tra i petali caduti, una poesia spogliata dal suo amore, un coltello che affonda lento nello sguardo rapito di un'immagine idilliaca e torna vivo nel taglio lucido ed ineluttabile della vita nei suoi cardini a perimetro dai quali siamo effettivamente circondati, dove dobbiamo solo proseguire verso l'alto per raggungere il futuro presente, ad infuocare solo quello che puramente è passato, ci è appartenuto, tutto quello che siamo e che siamo stati, nell'embelma di quello che saremo, dove saremo, con chi sarermo, perché saremo e soprattuto chi saremo. Nella valle della nascita si aggiungono gli arcani che ci riguardano e ci interrogano sempre ed assolutamente su quello che siamo originalmente, spesso ci fanno capire che abbiamo una collocazione più grande, più grottesca ancora, più irragionevole. La grinta e l'impegno su questa terra ruota attorno al fulcro della gestione di quello che siamo con un potenziale di difficoltà ancora maggiore, ancorato a quello che siamo dove siamo, alle abitudini di ogni giorno, al pensare, al proseguire con occhio deciso e a bracciate violente nella costruzione di noi sull'altare della perfezione quanto più possibile centellinata e parallela alle parti oscure che abbiamo e che giocano nel vivo della nostra personalità. E da questo si irraggia la luce da noi perché siamo semplicemente una cosa bellissima e bruciamo con il dolore che accende la fonte della nostra gioia, la luminescenza della nostra allegria, la chiave che si gira nel benessere di un sorriso, di una serata in nostra compagnia, di una presa nella mano per un percorso insieme, accettando senza paura la meravigliosa esaltazione del nostro esistere cosmico che abbraccia l'universo e lo sventra parte per parte per contenerlo tutto.
PARLAMI D'AMORE, VALENTINA GIOVAGNINI, ASCOLTA

Mi aleggia dentro in questi giorni uno strano ed inebriante buon umore. A lavoro non faccio altro che fare musical e slittare qua e là cantando e volteggiando :D:D:D !!! Ieri ho fatto una cosa esilarante che mi ha messo davvero allegria e mi ha fatto sentire veramente ANDREA, stavo leggendo un libro sulla metro, quando ad un passo ho cominciato a ridere come un ossesso, fino a piegarmi sulla borsa con le lacrime agli occhi E LA METRO ERA PIENA !!! Ovviamente la gente ha cominciato a ridere con me, fino a che qualcuno mi ha chiesto chi fosse l'autore del libro :) ! Sarà stato che ho passato una bella serata a cena con il mio compagno e i nostri amici dell'estate, sarà che voglio veramente bene a una persona :) Al di là di tutti i giorni e tutte le reazioni, insomma, al di la di tutto. Sarà che in questi giorni mi sento particolarmente intelligente, particolarmente uomo, particolarmente professionale e brillante, particolarmente speciale. Sarà che mi sto avvicinando a quello che dentro è Andrea quando è dolce e di buon umore, ecco :) Sarà quella presa autentica e originale della mia anima, della sua essenza, una cosa purissima che io, in fondo, amo, dietro tutto il resto. Quello che sono sempre stato, l'originalità prima e ultima, dove non la troverai mai dovessi girare ogni angolo di questo mondo. Amo emozionarmi in modi che, si, forse fanno emozionare tutti. Ma a modo mio :D Così mio, così intimo, così personale, così prorompente ed incredibile che a volte sono proprio felice di essere nato e di essere in questo corpo, in questo cervello, in questa zucca dura, in questo cuore buono. Per non parlare della GRAZIA di questa canzone di Valentina, un'interpretazione di un'eleganza e di una freschezza uniche. Grazie per questo piccolo regalo Vale ! Un bacio lassù dal tuo pupillo, al quale sei indissolubilmente legata :D
TIME GOES BY, CHARLIE DORE, ASCOLTA

Il tempo è passato anche quest'anno attorcigliandosi sinuoso attorno al fuso romantico, portando gioie e dolori, come al solito. E' vero ci sono molti colori belli, c'è la mia relazione, c'è la mia famiglia, ci sono i miei amici, i miei colleghi, il mio lavoro. Ci sono io. C'è sempre la speranza nel futuro, nella pace, nel cambiamento, nel miglioramento, ovviamente con la volontà e la concretezza, esatto, Vicky voleva l'anno della concretezza :) ! Ci dovremo mettere del nostro. C'è dentro una cosa più grande che si chiama anima, accresciuta dalla potenza prima di noi stessi. La persona bella che c'è dentro di noi. Annaffiata con la luce, l'acqua, le gioie dell'infanzia, poi della crescita, poi la scuola, il lavoro, le fatiche, l'impegno, la dedizione, la professionalità, l'impeccabilità, il mettersi a confronto con tanta gente tutti i giorni, insomma, metterci dentro tutto. Poi il dolore, gestire la propria vita conoscendolo, crescendone, forse addirtuttura farselo talvolta amico. Fisico & Morale. Cresciuta l'anima con gli squarci d'ombra nel suo essere speciale e originale, i tagli di luna nel sole, acqua fresca e sale. E poi il potere della cultura, della conoscenza e soprattutto, il suo piacere. Fare l'amore con i libri, con le storie pagina per pagina che ti fanno capire sempre di più, sempre da spazi, tempi, prospettive diverse. La musica, che ci ha aperto squarci nel cielo con le parole e suoni accostati e registrati che tingono sempre diversamente le nostre giornate, i precisi momenti particolari dell'evoluzione, che effetto ha su di noi. E il carattere, altissimo, bassissimo. Tutto, sempre, con la mia sensibilità prorompente, che potenzia sempre tutto, il bello e il brutto. Edonista del piacere e della parte in ombra. Tra eros e thanatos. Il tempo è passato, un anno sta per finire, pare che stia per finire più che bene :) E poi, ci sarà un tuffo nel 2010, l'anno...
LOVE ME ( LIKE YOU DO ), NEWMILL, ASCOLTA

Questa canzone è tutta per il mio Amoreeee :) :) :) !!!
TI VORREI SOLLEVARE, ELISA, ASCOLTA

E percorrere le strade e le ore della vita, quello che sono i sentimenti e la rabbia, le incomprensioni con le persone che ci sono vicine. La voglia di mandare tutto affanculo, andarsene, perché ad ogni modo, alla fin fine, sai sempre che nessuno ti capirà mai così a fondo come te stesso. L'urto nel cuore, quando si scontra con tutto quello che dentro non ci sta più e ci fa piangere. Il vorticoso crescere del malessere dentro che poi esplode. Ma dietro, comunque, c'è il bene, sempre. Voglia solo di stare un pochino con se stessi per ascoltarsi e capirsi al meglio, per non dover rendere conto delle sensazioni, delle emozioni o meglio, godersi, ogni tanto, quel soffio di vita che ci fa respirare, con il taglio intimo della solitudine. Che poi abbiamo sempre bisogno di una spalla, di un confronto, di qualcuno che metta un po' di luce sulla via, di qualcuno che ci ascolti, qualcuno con cui sfogarsi e condividere il dolore ed i problemi. Il fatto è che è comunque un lavoro, un processo; adagiarsi con il fiato corto e riprenderlo con qualcuno a mio avviso è la cosa più bella del mondo. Sarebbe bello andasse al di là del mondo, dello schema, di tutto. Attenersi a tutte le situazioni che ci ruotano attorno è davvero una grande lotta, coordinare tutto e farlo calibrare nel minimale lineare. Eppure dentro c'è sempre, credo per istinto, quella scinitlla che per natura ci lega alla vita e quindi andiamo avanti, consequenzialmente crescendo. Tutte le cose che ci succedono oggi torneranno utili domani. Ma non potremo mai filtrare così tanto di noi, saremo sempre noi stessi. E allora fuoco acceso della vita che ci tocca e corrisposto alla vita degli altri.
A MODO MIO, PAOLA & CHIARA IEZZI, ASCOLTA

Saprò sempre guardare un campo di terra brulla con occhi diversi, saprò sempre godermi una pioggia fredda e romantica sotto un cielo infelice. Saprò sempre godermi un bicchiere di vino con i miei amici, saprò sempre che sono stato circondato da persone che mi hanno voluto bene incondizionatamente, per quello che sono. E' vero, mi sono strutto, ma sarà sempre servito a qualcosa, comunque. Saprò sempre fronteggiare una difficoltà, saprò sempre contare sul mio ingegno nel bisogno, saprò sempre che sono un uomo con i coglioni, saprò sempre che la vita non ha un prezzo, saprò sempre che il denaro non è niente. Saprò sempre che due lacrime hanno un valore, saprò sempre che l'amore conta più di ogni cosa, delle persone che veramente ti amano nel barlume lucente della tua anima tra le loro mani, nei loro cuori. Delle ombre beffarde che hanno danzato sopra i muri, degli incubi che hanno cercato di trasformare i miei giorni in notti, dei soldati cattivi che hanno camminato tra le mie ore spietate, dei fantasmi sorridenti e liquefatti, non me ne frega proprio niente. Sono fiero di essere me stesso, dei miei grandi lati speciali e dei miei incommensurabili difetti che mi hanno dipinto come un quadro inguardabile, inacquistabile. Eppure, ho dei colori. Ho delle forme, ho un ordine, amo e causo le emozioni, brillo e metto serenità, rattristo. Dai canoni vitali sono un ritaglio a parte ed è vero ci sono: ma sono contento di apportare, almeno dentro di me, un mondo diverso. E non significa che io sia folle, ma che so volare chiudendo gli occhi, sentendomi libero, sentendomi leggero senza il peso del mondo.
LA VOGLIA CHE NON VORREI, NEK, ASCOLTA

A volte lentamente i riflettori si accendono bianchi e fastidiosi su di noi, che siamo stati spenti per tanto tempo e siamo ancora assopiti e disorientati dalla luce, come bambini puliti dalla placenta. A volte il fascio di luce non va ad illuminare altro che il dolore che abbiamo dentro e chi guarda ha solo voglia di distogliere lo sguardo da questa luce forte e tornare a riposarsi gli occhi nella penombra, compresi noi stessi. A volte ci scopriamo a condurre una vita che non ci aspettavamo o che ci aspettavamo ma che non avremmo voluto, a volte ci troviamo con la cadenza dolce della melancholia tra le dita di burro che accarezzano nello struggimento l'oceano di bellezza sommerso dal vetro steso sotto alle nostre orbite che, in quanto intoccabile, diventa un iceberg di sofferenza che riversa onde d'urto con tutta la forza edonistica al contrario dentro di noi. E l'oriente abbraccia da lontanto l'occidente, unendo la sublimazione del cosmo nel pathos. E noi fluttiamo come piume sull'acqua, scendiamo giù lambendo sul freddo il corso di questo lungo divenire, a volte anche controcorrente. Anche quando piove, anche quando c'è una bellissima giornata di sole e ci ritroviamo a sorridere. Anche quando dentro c'è una forza incredibile atrofizzata, anche quando sei un ottimo uomo e sei dedito all'etica e al tuo lavoro e anche quando sei basso e piccolo piccolo perché ti senti meramente indifeso. E allora scatti dal via con tutto il tuo fardello. A volte resti attaccato al terreno, a volte ti porti addosso la zavorra, a volte ti senti più forte, altre più debole. Ma nel contempo, gira e rigira, il piacere è di averci provato, di avere dato il massimo delle tue forze. E se abbiamo incontrato l'ombra, siamo rimasti con il sonno negli occhi, l'assopimento nell'anima. Sentimenti convulsi che ci danzano attorno, in quello che siamo e non siamo, a prescindere addirittura da noi, che ci piaccia o no.
TELL ME I'M WRONG, ESKOBAR, ASCOLTA

Nella città fredda, dove la strada che percorriamo è sempre e comunque percorsa da occhi, occhi che prima o poi provano a guardare dentro di noi. Talvolta non sempre veniamo tradotti e decodificati come vorremmo, a volte vorremmo semplicemente arrivare per quello che siamo e che ci sentiamo e non rovinare la linea pulita dell'orizzonte sul quale siamo proiettati nell'idea degli altri. Eppure ci sono situazioni che accadono, contesti nei quali siamo inseriti, nostri pensieri, nostri stati d'animo, nostri scazzi e sbalzi d'umore che diventano dei lampi e dei tuoni in mezzo al mare che attraversiamo, cosicché diventiamo instabili sul nostro percorso, sulla nostra zattera, ci vediamo di meno, perdiamo le coordinate della direzione o semplicemente perdiamo l'orientamento, sbandiamo. E la coseguenza naturale di questo è che ci arrabbiamo poi, perché le cose potrebbero andare diversamente, se solo il fato ci venisse incontro, se le condizioni fossero migliori, se non si facessero confronti, se gli astri sarebbero dalla nostra, se girerebbe un po' di fortuna, se fossimo più in noi, più razionali, più vigili, più forti, più integri, più stabili, più freschi e savi mentalmente. Ma poi capiamo che non è il caso di struggersi così tanto per il classico misunderstanding vitale. Nella vita abbiamo una cosa più importante che è l'amore, con la pace, il bene, la tranquillità, la voglia di stare insieme. A mio avviso si possono accarezzare gli avvenimenti e i nostri aspetti caratteriali, i nostri difetti e i nostri lati oscuri. Quano c'è la volgia di concretezza, con la voglia di guardare avanti e farsi forza, andando al di là di quello che è la mera apparenza, abbracciando anima e corpo un'esistenza reale e tangibile anche in quelli che sono i problemi e le difficolità. Le onde fredde che lambiscono la mia barca se non altro sono bagnate da sangue puro e umano che ce la mette tutta per pompare il mio cuore e farlo restare a galla.
TUTTO HA UNA SPIEGAZIONE, LAURA BONO: ASCOLTA

In questo momento della mia vita mi piaccio, mi vedo riflesso nel vetro della metro e vedo un ragazzo giovane e bello, dai lineamenti strani e interessanti, che sembrano tradire una personalità curiosa: e in effetti è così !! Vedo un uomo forte e virile, un'ombra improntata nell'estetica proprio di quello che vorrei essere e di quello che concretamento sono. Se penso agli anni in cui i miei lineamenti sono stati odiati e di quanto hanno inlfuito nella mia etica personale. Non avrei mai potuto essere vanitoso davanti a un obiettivo, non avrei mai potuto essere gratificato dall'immagine riflessa in una foto di quello che sono, non avrei mai potuto nutrire il mio ego come uno stupido narciso, giovane e gagliardo. Non avrei mai concesso me stesso a quello che non sarei potuto essere, così come non avrei mai accettato parallelamente a livello materiale qualcosa che non corrispondesse a me, ossia niente e nessuno. Perché è per questo che sono un po' impossibile, anche impossibile da concepire, pezzo per pezzo, perché sono " montato " grottescamente. Eppure il mio connubio è reale. E' adesso che so che sono veramente un tipo interessante che spazio dal giudicare me stesso senza quel tocco greve e che mi permette di accettare comunque quello che mi gira intorno, anche se a volte con strenua e fatica. Ma mi accorgo di quanto sono cambiato e migliorato, anche se, come sempre, ho i miei momenti di scazzo paurosi. Ma ad essere sincero a me piacciono. Malgrado tutto e con dolore posato per chi muove le mani nel mio vento. Ma io volo. E adesso mi è possibile vedere, sebbene colorato dal sangue rosso, il mio ruolo giocabile a interazione della giocabilità dei ruoli altrui. E intanto, il cast intorno a me, continua a essere un privilegio, perché la vita vista con i miei occhi è la vita vista con gli occhi di nessuno, è stillata d'emozioni sul paeasggio, stille che incredibilmente prendono vita nella propria lucentezza e si muovono stridendo sulla trasposizione del cuore.